Raimundo Panikkar, ben conosciuto nella saggistica teologica contemporanea come uno degli anticipatori di quell’afflato ecumenico che costituisce la novità essenziale del mondo religioso odierno, ha una lunga consuetudine di vita e di pensiero sia con l’Induismo sia col Cristianesimo. Non, propriamente, per «scrivere» un libro, ma per «vivere» una vita, ha trascorso parecchi anni in India, dove dimora attualmente a Benares,nel centro della religiosità hindù.
«L’incontro di una persona o di una collettività o di una cultura cristiana con tutto ciò che non è cristiano — egli osserva — reca con sé questa meravigliosa, ma anche pericolosa sfida: o Cristo diventa la roccia e il fondamento dell’amore e della comprensione verso l’altro, e ciò condurrà a dilatare e ad approfondire ulteriormente l’intelligenza e l’amore per il Cristo, oppure la fede cristiana scomparirà, perché rifiutata coscientemente o perché incoscientemente abbandonata per atrofia di una delle sue fondamentali raisons d’être».
Collocando la propria indagine nello sfondo dei temi comuni alle grandi religioni, l’Autore compie una «fenomenologia esistenziale», estremamente appropriata, dei dati offerti dalla tradizione cristiana occidentale e dalla cultura orientale indù, per elaborare infine alcuni principi, in forza dei quali diventa possibile un’integrazione teoretica e una collaborazione pratica tra queste due dimensioni vitali della religiosità.
In sintesi, la sua conclusione, potentemente suggestiva, è questa:
«Se l’Induismo afferma di essere la Religione della Verità (puramente e semplicemente, senza aggiunte o limitazioni), il Cristianesimo professa di essere la Verità della Religione. L’Induismo è pronto ad assimilare ogni autentica verità religiosa, il Cristianesimo aspira ad abbracciare ogni autentico valore religioso. Il vero servizio che il Cristianesimo può rendere alla verità religiosa indiana è di completarla, senza che con ciò perda la sua universalità; dal canto suo, il dono che l’Induismo può fare al Cristianesimo è di offrirgli la sua cattolicità».
Se è vero che il mondo si sta unificando, ciò dovrà avvenire non soltanto al livello del comfort o delle mode, dei mass-media e della mentalità scientifico-tecnica – cose tutte che invece di abolire le ragioni dei conflitti, possono accentuarle -, ma piuttosto nella zona del profondo, là dove s’incontrano, nella chiarezza della luce di Dio, i grandi spiriti religiosi, si chiamino essi Gandhi o Giovanni XXIII o il dottor Schweizer.I raggi si uniscono al centro.
L’opera di Raimundo Panikkar è una testimonianza di questa grande attesa dell’umanità contemporanea.