Il ben noto studioso ispano-indiano, la cui partecipazione ai convegni sulla demitizzazione organizzati in Italia da Castelli ha arrecato profondi contributi alla filosofia della religione, in quest’opera di sintesi presenta una delineazione acuta e oggettivamente fondata dell’induismo, nella sua storia e nel suo presente. Il suo intento non è comparatistico, né tanto meno apologetico, egli vuol dare invece una visione dall’interno di questa multiforme, ricchissima spiritualità dalle origini immemorabili e, come l’Autore pensa, suscettibile di offrire anche all’uomo d’oggi, secolarizzato, un significato per la vita. Sono perciò evitate le esteriorità folcloristiche, le policromie dei ritualismi, le insistenze sull’esotico eccitante; mentre è perseguita una visione ordinata, attraverso due parti: una descrittiva, che a grandi tratti ripercorre La storia, dal periodo prevedico, passando per i Veda e le Upanișad, ai grandi commentatori, ai filosofi religiosi, alle riforme moderne, e una positiva, in cui si impongono I problemi (le tre vie della spiritualità, quella dell’azione, quella della contemplazione, quella della devozione amorosa o bhakti, i vari aspetti della vita spirituale — le caste, gli stadi d’esistenza, i valori, le dimensioni del reale — fino a giungere a una caratterizzazione delle tre grandi religioni, visnuismo, sivaismo, saktismo).
In un Epilogo sono considerate le prospettive che si aprono a questa spiritualità.
L’opera comprende un completo Indice degli autori e delle opere e un piccolo Dizionario dei termini tecnici sanscriti.