La verità non risiede necessariamente nell’opinione della maggioranza, né il bene comune è il risultato di un voto. Anzi, dalla Grecia classica fino a Rousseau, i partiti politici sono stati visti come parti di un tutto, parti di un discorso che non si poteva dire concluso finché non fosse stato raggiunto il con-senso, da intendersi come un senso condiviso. La partitocrazia non è demo-crazia. Le parti non sono il tutto, né il tutto è la semplice somma delle parti. Non c’è «potere del popolo» finché il popolo non sia d’accordo, cioè unanime di cuore.
Questo è il «mito» di cui parla il libro. Questa è la fede che dà forza alla democrazia: la fede che gli uomini si possano mettere d’accordo superando i loro egoismi.