MITO, SIMBOLO, CULTO

Vol. IX, Tomo 1
Opera Omnia
Milano (Jaca Book) 2008

Per mito, nel linguaggio di oggigiorno, s’intende qualcosa di irreale o semplicemente una leggenda più o meno fantastica. Con la parola mythos, invece, si deve intendere quello che tradizionalmente significava, vale a dire un modo diverso che gli uomini hanno di esprimere una convinzione, o piuttosto una verità che non è necessariamente «chiara e distinta» alla ragione e che, ciò nonostante, si accetta come ovvia e quindi non ha bisogno di essere dimostrata.
Il messaggio dei miti non può essere trasmesso con una riflessione esclusivamente razionale. Troppo spesso si è considerato il concetto come il migliore strumento della parola in quanto tende all’univocità necessaria per l’intelligibilità. Tuttavia ridurre il logos a concetto porta a un suo serio impoverimento, con gravi ripercussioni sulla vita umana stessa. Di fatto l’uso più corrente della parola è simbolico, perciò polivalente, non univoco e salva il discorso dal grande pericolo dell’oggettivismo, il quale facilmente porta al fanatismo. Il mito egizio (raccontato da Platone) che vede nella scoperta della Scrittura l’inizio della degenerazione della cultura racchiude una qualche verità. Un pensiero puramente oggettivo non permette altre interpretazioni. Una deduzione logica univoca non permette alcuna deviazione: 2 + 2 = 4 e solo 4. Il simbolo invece ci permette di superare l’oggettivismo senza cadere nel soggettivismo. Il simbolo non è né oggettivo né soggettivo; sta nella relazione e quindi il dialogo è indispensabile per pensare bene – e anche per vivere bene. La natura umana non è individualistica. L’uomo non è riducibile all’individuo e nemmeno a un semplice concetto. Per questo il discorso sul mito ci porta necessariamente a parlare del mezzo più potente che l’uomo ha per avvicinarsi alla realtà e ai suoi simili: il simbolo.
Conclude questo primo tomo una riflessione sul culto, cioè sul rito in quanto simbolo in azione, espressione fondamentale dell’homo religiosus ed attività che l’uomo compie in comunione con il cosmo per il sostentamento dell’universo: il rito è infatti l’azione che consente al secolare di essere vissuto nella sua sacralità.

Milena Carrara

Indice dei testi originali del presente tomo (in grassetto i volumi riportati per intero)

Tolleranza, ideologia e mito: in Mito, fede ed ermeneutica. Il triplice velo della realtà, Jaca Book, Milano 2000, cap. 1, pp. 33-49, a cura di Milena Carrara Pavan. Traduzione di Silvia Costantino. (pp. 11-26)

Moralità e mito: in Mito, fede ed ermeneutica. Il triplice velo della realtà, Jaca Book, Milano 2000, cap. 2, pp. 52-76, a cura di Milena Carrara Pavan. Traduzione di Silvia Costantino. [pp. 27-52]

Il senso del mito: in Dialogare nel mito. La dimensione simbolica nel confronto interculturale, a cura di Fabrice Olivier Dubose, La biblioteca di Vivarium, Milano 2004; ed. or. Introducción a Diccionario de las mitologias, vol. v, Las mitologias de Asia, ed. spagnola a cura di Raimon Panikkar e Jaume Pórtulas, Destino, Barcellona 2000[pp. 53-83]

Mythos e logos. Visione mitologica e visione razionale del mondo: ed. or. Mythos undLogos. Mythologische und rationale Weltsichten, in H.P. Dürr, W.Ch. Zimmer-li (a cura di), Geist und Natur, Scherz, Bern-München-Wien 1989, pp. 206-220. Traduzione di Paulo Barone e Lucia Nuzzi.[pp. 85-97]

Un buon teologo deve amare i miti: ed. or. A Good Theologian Should be a Lover of Myths, in B. Bruteau (a cura di), As We are One. «Essays and Poems». In Honor of Bede Griffiths, Philosopher’s Exchange, Pfafftown 1991. Traduzione di Giuseppe Forzani. [pp. 99-103]

Il mito di Prajapati. La colpa originante ovvero l’immolazione creatrice: in Mito, fede ed ermeneutica. Il triplice velo della realtà, Jaca Book, Milano 2000, cap. 3, pp 77-104, a cura di Milena Carrara Pavan. Traduzione di Silvia Costantino. [pp. 107-133]

Sunahsepa. Un mito sulla condizione umana: in Mito, fede ed ermeneutica. Il triplice velo della realtà, Jaca Book, Milano 2000, cap. 4, pp. 105-185, a cura di Milena Carrara Pavan. Traduzione di Silvia Costantino. [pp. 135-211)

Yama: mito dell’uomo primordiale: ed. or. Yama: A Myth of the Primordial Man, in Edgar C. Polomé (a cura di), Essays in memory of Karl Kerényi, «Journal of Indo-European Studies». Monograph Series, 4, Washington D.C. 1984, pp. 28- 38. Traduzione di Milena Carrara Pavan. [pp. 213-222).

Il mito dell’incesto come simbolo di redenzione nell’India vedica: ed. or. The Myth of Incest as Redemption in Vedic India, in R.J. Zwi Werblowsky, C.J. Bleeker (a cura di), Types of Redemption, E.J. Brill, Leiden 1970. Traduzione di Giuseppe Forzani [pp. 223-236]

Simbolo e simbolizzazione: ed. or. Símbolo y simbolización. La diferencia simbólica.
Para una lectura intercultural del simbolo, in Círculo Eranos i. Arquetipos y sim-bolos colectivos (Kerényi, Neumann, Scholem, Hillman), Anthropos, Barcelona 1994. Traduzione di Milena Carrara Pavan. [pp. 239-263]

Logomitia e pensiero occidentale: riassume la conferenza Rosmini e l’Illuminismo, in AA. VV., Rosmini e l’Illuminismo. Atti del XXI Corso della «Cattedra Rosmini», Centro Internazionale di Studi rosminiani, Stresa 1987. [pp. 265-275] Il simbolo del karman. La legge del karman e la dimensione storica dell’uomo: in Mito, fede ed ermeneutica. Il triplice velo della realtà, Jaca Book, Milano 2000, cap. 13, pp. 353-378, a cura di Milena Carrara Pavan. Traduzione di Silvia Costantino. [pp. 277-301]

La goccia d’acqua. Una metafora interculturale: ed. or. The Drop of Water. An Inter-cultural Metaphor, in Sadananda Das, Ernst Fürlinger (a cura di), Samarasya Studies in Indian Arts, Philosophy and Interreligious Dialogue, D.K. Printworld, Delhi 2005; rielaborazione di un testo assai precedente apparso in italiano: Che accade all’uomo quando muore? Una riflessione interculturale su una metafora, «Bozze», Roma, 5/6, pp. 117-136. Traduzione di Giuseppe Forzani. [pp. 303-325]

Culto: ed. or. Culto y secularización. Apuntes para una antropología litúrgica, Marova, Madrid 1979. Traduzione di Milena Carrara Pavan e Espedito d’Agostini. [pp. 327-432)